
Italian
Il buonismo imperante in questi tempi ci costringe a distaccarci dalla realtà dei nostri primitivi sentimenti, dalle nostre pulsioni e di conseguenza ci siamo privati dell’emozione istintiva ignorando il “giusto primo impulso”.
Massimo Tartaglia è un eroe, cazzo se non lo è. La sua mano incarna la nostra mano, il suo sguardo perso nella folla delirante e fisso verso il nulla è il nostro sguardo sulla realtà che viviamo. E’ il nostro eroe, eroe nazionale, ma il buonismo ci costringe a prendere le distanze dalle sue gesta, mentre il nostro istinto primario lo vorrebbe incoronare , esaltare.
Berlusconi ha portato mafiosi in parlamento, ha messo bombe, è stato per certo al centro di traffici illeciti, è il maggior responsabile della condizione attuale italiana e nonostante questo dobbiamo preoccuparci della sua salute dopo essersi preso in pieno volto una “sassata”.
Io credo che tutti noi dovremmo preoccuparci del perché bisogna prendere le distanze dal Tartaglia e non da ciò che abbiamo votato come Premier.
La violenza in teoria non va mai appoggiata, ma una volta manifestatasi bisogna capirla ed eliminarla sul nasce, creando le condizioni necessarie al suo non manifestarsi.
Berlusconi ha sempre usato violenza.
English
The “Politically correct” forces us to break away from the reality of our feelings. In this way we have no more our instinctive feelings.
Massimo Tartaglia is a fucking hero. His hand is our hand, his lost look on delirious crowd is our look, his stare on empty space is our stare of reality. Tartaglia is our hero, national hero, but the “politically correct” forces us to take distance from his deeds, while our instinctive feelings want to exalt him.
Berlusconi had leaded mafia members on parliament, he’s for sure in the middle of illegal business, he is responsible of Italian decadence and in spite of this we must be afraid for him after he took a “rock” on his face.
I think we must be afraid for the fact that we must take distance from Tartaglia’s deeds and not from the man we had voted like Premier.
Violence in theory should never be supported, but once it’s manifested we must understand it and try to delete it creating the condition necessary for it not to occur.
Berlusconi has always used violence
p.s. sorry for this fucking english
La vendetta del punteruolo rosso.
La vendetta del punteruolo rosso, contro la colonizzazione selvaggia delle palme.
Il punteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus) è un coleottero originario dell’ Asia, parassita micidiale di molte specie di palme, importato in italia nel 2004 insieme a delle palme egiziane.
Negli ultimi anni si è diffusa l’esotica moda di piantare ovunque palme, nei viali, nei giardini pubblici e privati e in ogni qualsiasi aiuola. Le palme son belle da vedere e ci avvicinano ai tanto ambiti paradisi naturali turistici dei sogni, rendono “esotiche” le nostre città mediterranee, contro la nostra flora tipica che senza nessuna difesa si sta estinguendo.
Il punteruolo rosso, ultimo baluardo contro la colonizzazione selvaggia delle palme si schiera in nostra difesa, lottando silenziosamente e senza mai fermarsi.
Finchè si vedranno nelle nostre città palme al posto di ulivi, palme al posto di querce, palme al posto dei pini, io tiferò punteruolo rosso.
The red palm weevil’s revenge.
The red palm weevil’s revenge against the palm’s colonization.
The red palm weevil (Rhynchophorus ferrugineus) is a species of beetles indigenous to Asia, a lethal palm’s parasite, introduced in
In these years there is an “exotic” trend to plant palms everywhere, we see palms on our boulevards, palms on public parks, etc.
Palms are nice to see and bring us near to natural tourist places of our dreams, palms made “exotic” our Mediterranean cities, against our Mediterranean flora near to extinction.
The red palm weevil, last fortress against the palm’s colonization, helps us with an endless and noiseless fight.
Until I’ll see palms instead of olive-trees, palms instead of oak-treea, palms instead of pine-trees, I’ll support the red palm weevil.


Italian
C’ è uno strano silenzio.
La polizia in assetto antisommossa dialoga e sembra quasi dettare il tempo agli agricoltori che bloccano la circonvallazione e anche il treno locale,fermato dai trattori che occupano i binari della ferrovia, sembra aver rispetto per chi è arrivato all’esasperazione. Non fischia il treno , arriva mesto e si ferma a pochi metri dai trattori, il macchinista accenna ad un saluto e sembra che anche gli unici due passeggeri del treno siano vicini alle ragioni degli agricoltori.
Neanche
Tutti sanno queste ragioni e tutti le vivono in una piccola cittadina pugliese ed è per questo che non c’è bisogno di clamore, di rumore, di risse, di fischi di clacson.
Tutti sanno che è anche finito il tempo della cuccagna, il tempo dei finanziamenti facili e senza controlli, tutti sanno che non si può più avere facili soldi da false disoccupazioni redditizie, da giornate lavorative mai cominciate. E anche questo, forse, crea uno strano silenzio intorno ad una protesta degna da 14 luglio 1789.
There is a strange silence.
Police in riot gear talks with the farmers and seems to dictate timing to farmes who are blocking the main street and also the local train, blocked by tractors that take the railroad tracks, seems to have respect for farmers arrived to exasperation. The train arrives and doesn’t whistle. The train seems sad arrives and stops a few meters from the tractor, driver mentions a greeting and also the only two passengers on board seem agree to the farmer’s reasons.
Even the “national regional TV”(RAI) or the regional private Tv are able to shouting demonstrators.
All the people know why the farmers are on strike, all are closed to the “noble people” who continue to work the poor soil. Agriculture doesn’t give money and someone is praying for the arrive of some “foreign agricultural magnate” to sell soil. Is better to sell that to work, is better to leave fruits on the plants.
The fault is the global market, which make agricultural products to enter in
Everyone knows these reasons and in a small town in
All we know that is out the time of plenty, the time that gave easy funds without controls, all we know that isn’t easy to have a fake unemployment dole. And this, perhaps, creates a strange silence all around this protest lawful like the one of 14 July 1789.
p.s. sorry for my english
English
La storia sembra scorrere in circolo
Questi sono anni strani, di cambiamento, di facili idoli, di volontà in potenza.
Questi sono anni decadenti, di nuovo, ancora, e si spera, non per sempre.
Più di un secolo fa molti in europa molti ebbero il bisogno di dar voce alla decadenza.
Allora il progresso tecnologico-scientifico, etico-morale, socio-culturale portato avanti dal “positivismo” non fu più capace a dar spiegazione, motivo a tutto.
Ora, come allora, è così. Il progresso non spiega tutto, erige muri ed esclude grandi parti della società. A questo si aggiunge la crisi di ciò che contraddistingue questa era moderna, il “più” che riassume la nostra civiltà: le nuove tecnologie della comunicazione, e il diffuso senso di benessere.
Le tecnologie della comunicazione hanno fallito. Non riescono a dar voce alla pluralità , a creare conoscenze e coscienze. Non si legge informazione, non la si crea. Non si usa neanche una minima parte della loro potenzialità. In questo sono decadute e non per causa loro, ma per causa di chi “non le usa”. Questa è Decadenza, un’involuzione che rende “onnipotente” chi gestisce, produce e diffonde (abilmente o meno) comoda, facile e funzionale informazione sicuro di una platea facilmente fascinabile e influenzabile. E questo non solo in ambito informativo, ma anche in ambito culturale e artistico. In un'epoca dove la produzione e la diffusione di arte-cultura (musica, cinema, pittura, ecc) è alla portata di tutti, si subisce dall’alto.
Ottimisticamente si dice che si sta bene, che questa è l’era del benessere e dell'opulenza. Per definizione il benessere è una "condizione di prosperità garantita da un ottimo livello di vita e da vantaggi equamente distribuiti". Si vive veramente nel benessere? Quale è l’attuale livello di vita?
Si è nel pieno di "una diminuzione di vitalità ed efficienza" socio-culturale.
Questi sono anni di DECADENZA.