Bohumil Hrabal -Brno, 28/o3/1914 Praha, 03/o2/1997

Italian
C’ è uno strano silenzio.
La polizia in assetto antisommossa dialoga e sembra quasi dettare il tempo agli agricoltori che bloccano la circonvallazione e anche il treno locale,fermato dai trattori che occupano i binari della ferrovia, sembra aver rispetto per chi è arrivato all’esasperazione. Non fischia il treno , arriva mesto e si ferma a pochi metri dai trattori, il macchinista accenna ad un saluto e sembra che anche gli unici due passeggeri del treno siano vicini alle ragioni degli agricoltori.
Neanche
Tutti sanno queste ragioni e tutti le vivono in una piccola cittadina pugliese ed è per questo che non c’è bisogno di clamore, di rumore, di risse, di fischi di clacson.
Tutti sanno che è anche finito il tempo della cuccagna, il tempo dei finanziamenti facili e senza controlli, tutti sanno che non si può più avere facili soldi da false disoccupazioni redditizie, da giornate lavorative mai cominciate. E anche questo, forse, crea uno strano silenzio intorno ad una protesta degna da 14 luglio 1789.
There is a strange silence.
Police in riot gear talks with the farmers and seems to dictate timing to farmes who are blocking the main street and also the local train, blocked by tractors that take the railroad tracks, seems to have respect for farmers arrived to exasperation. The train arrives and doesn’t whistle. The train seems sad arrives and stops a few meters from the tractor, driver mentions a greeting and also the only two passengers on board seem agree to the farmer’s reasons.
Even the “national regional TV”(RAI) or the regional private Tv are able to shouting demonstrators.
All the people know why the farmers are on strike, all are closed to the “noble people” who continue to work the poor soil. Agriculture doesn’t give money and someone is praying for the arrive of some “foreign agricultural magnate” to sell soil. Is better to sell that to work, is better to leave fruits on the plants.
The fault is the global market, which make agricultural products to enter in
Everyone knows these reasons and in a small town in
All we know that is out the time of plenty, the time that gave easy funds without controls, all we know that isn’t easy to have a fake unemployment dole. And this, perhaps, creates a strange silence all around this protest lawful like the one of 14 July 1789.
p.s. sorry for my english
English
La storia sembra scorrere in circolo
Questi sono anni strani, di cambiamento, di facili idoli, di volontà in potenza.
Questi sono anni decadenti, di nuovo, ancora, e si spera, non per sempre.
Più di un secolo fa molti in europa molti ebbero il bisogno di dar voce alla decadenza.
Allora il progresso tecnologico-scientifico, etico-morale, socio-culturale portato avanti dal “positivismo” non fu più capace a dar spiegazione, motivo a tutto.
Ora, come allora, è così. Il progresso non spiega tutto, erige muri ed esclude grandi parti della società. A questo si aggiunge la crisi di ciò che contraddistingue questa era moderna, il “più” che riassume la nostra civiltà: le nuove tecnologie della comunicazione, e il diffuso senso di benessere.
Le tecnologie della comunicazione hanno fallito. Non riescono a dar voce alla pluralità , a creare conoscenze e coscienze. Non si legge informazione, non la si crea. Non si usa neanche una minima parte della loro potenzialità. In questo sono decadute e non per causa loro, ma per causa di chi “non le usa”. Questa è Decadenza, un’involuzione che rende “onnipotente” chi gestisce, produce e diffonde (abilmente o meno) comoda, facile e funzionale informazione sicuro di una platea facilmente fascinabile e influenzabile. E questo non solo in ambito informativo, ma anche in ambito culturale e artistico. In un'epoca dove la produzione e la diffusione di arte-cultura (musica, cinema, pittura, ecc) è alla portata di tutti, si subisce dall’alto.
Ottimisticamente si dice che si sta bene, che questa è l’era del benessere e dell'opulenza. Per definizione il benessere è una "condizione di prosperità garantita da un ottimo livello di vita e da vantaggi equamente distribuiti". Si vive veramente nel benessere? Quale è l’attuale livello di vita?
Si è nel pieno di "una diminuzione di vitalità ed efficienza" socio-culturale.
Questi sono anni di DECADENZA.