La storia sembra scorrere in circolo
Questi sono anni strani, di cambiamento, di facili idoli, di volontà in potenza.
Questi sono anni decadenti, di nuovo, ancora, e si spera, non per sempre.
Più di un secolo fa molti in europa molti ebbero il bisogno di dar voce alla decadenza.
Allora il progresso tecnologico-scientifico, etico-morale, socio-culturale portato avanti dal “positivismo” non fu più capace a dar spiegazione, motivo a tutto.
Ora, come allora, è così. Il progresso non spiega tutto, erige muri ed esclude grandi parti della società. A questo si aggiunge la crisi di ciò che contraddistingue questa era moderna, il “più” che riassume la nostra civiltà: le nuove tecnologie della comunicazione, e il diffuso senso di benessere.
Le tecnologie della comunicazione hanno fallito. Non riescono a dar voce alla pluralità , a creare conoscenze e coscienze. Non si legge informazione, non la si crea. Non si usa neanche una minima parte della loro potenzialità. In questo sono decadute e non per causa loro, ma per causa di chi “non le usa”. Questa è Decadenza, un’involuzione che rende “onnipotente” chi gestisce, produce e diffonde (abilmente o meno) comoda, facile e funzionale informazione sicuro di una platea facilmente fascinabile e influenzabile. E questo non solo in ambito informativo, ma anche in ambito culturale e artistico. In un'epoca dove la produzione e la diffusione di arte-cultura (musica, cinema, pittura, ecc) è alla portata di tutti, si subisce dall’alto.
Ottimisticamente si dice che si sta bene, che questa è l’era del benessere e dell'opulenza. Per definizione il benessere è una "condizione di prosperità garantita da un ottimo livello di vita e da vantaggi equamente distribuiti". Si vive veramente nel benessere? Quale è l’attuale livello di vita?
Si è nel pieno di "una diminuzione di vitalità ed efficienza" socio-culturale.
Questi sono anni di DECADENZA.

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