venerdì 20 novembre 2009

Manifesto

La storia sembra scorrere in circolo

Questi sono anni strani, di cambiamento, di facili idoli, di volontà in potenza.

Questi sono anni decadenti, di nuovo, ancora, e si spera, non per sempre.

Più di un secolo fa molti in europa molti ebbero il bisogno di dar voce alla decadenza.

Allora il progresso tecnologico-scientifico, etico-morale, socio-culturale portato avanti dal “positivismo” non fu più capace a dar spiegazione, motivo a tutto.

Ora, come allora, è così. Il progresso non spiega tutto, erige muri ed esclude grandi parti della società. A questo si aggiunge la crisi di ciò che contraddistingue questa era moderna, il “più” che riassume la nostra civiltà: le nuove tecnologie della comunicazione, e il diffuso senso di benessere.

Le tecnologie della comunicazione hanno fallito. Non riescono a dar voce alla pluralità , a creare conoscenze e coscienze. Non si legge informazione, non la si crea. Non si usa neanche una minima parte della loro potenzialità. In questo sono decadute e non per causa loro, ma per causa di chi “non le usa”. Questa è Decadenza, un’involuzione che rende “onnipotente” chi gestisce, produce e diffonde (abilmente o meno) comoda, facile e funzionale informazione sicuro di una platea facilmente fascinabile e influenzabile. E questo non solo in ambito informativo, ma anche in ambito culturale e artistico. In un'epoca dove la produzione e la diffusione di arte-cultura (musica, cinema, pittura, ecc) è alla portata di tutti, si subisce dall’alto.

Ottimisticamente si dice che si sta bene, che questa è l’era del benessere e dell'opulenza. Per definizione il benessere è una "condizione di prosperità garantita da un ottimo livello di vita e da vantaggi equamente distribuiti". Si vive veramente nel benessere? Quale è l’attuale livello di vita?

Si è nel pieno di "una diminuzione di vitalità ed efficienza" socio-culturale.

Questi sono anni di DECADENZA.

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