Cinque anni mi mancano per la pensione e quella mia macchina verrà con me, io non la lascio, risparmio, ho un libretto di risparmio apposito e andremo in pensione ambedue, perchè io quella macchina della ditta la compero, me la trasporto a casa, la metto da qualche parte nel giardino di mio zio fra gli alberi, e soltanto allora, lì nel giardino, farò un unico pacco al giorno, ma quello si che sarà un pacco, un pacco alla decimapotenza, come una statua, come un antefatto, dentro questo pacco poi metterò tutte le mie illusioni giovanili, tutto quel che so, che ho imparato in quei trentacinque anni al lavoro e dal lavoro, così soltanto in pensione lavorerò spinto dal momento e dall'ispirazione, un unico pacco al giorno coi libri che ho in casa, più di tre tonnellate , sarà un pacco del quale non dovrò vergognarmi.
Nelle cantine lavorano angeli decaduti, uomini con istruzione universitaria che hanno perduto la propria battaglia, che non hanno mai condotta, e tuttavia continuano a lavorare per un'immagine più umana.
Sono terribilmente sensibili questi zingari, sono come una bella Madonna della Boemia del sud che gioca col bambino Gesù, a volte ti guardano così che il sangue si fredda, questi zingari hanno occhi, occhi così grandi e così saggi di una qualche cultura da tempo dimenticata, ho sentito dire che quando noi ancora correvamo con le asce e ci mettevamo pelli attorno ala vita gli zingari avevano uno stato e un' organizzazione che aveva già vissuto una seconda decadenza, mentre questi zingari qui sono a PRAGA solo da due generazioni e, dovunque lavoran, amano accendersi un piccolo focherello rituale, un allegro fuoco scoppiettante da nomadi, solo per il piacere, un focherello di assicelle spaccate col piccone, un focherello somigliante al riso dei bimbi, come simbolo di eternità, un fuoco che c'era prima del pensiero umano, un fochino come dono gratuito del cielo.
...e alzai il mio capo, sentivo come tremava tutto, e allora lo pregai di nuovo di perdonarmi, non sapevo che cosa mi doveva perdonare, ma questo era una cosa mia, di pregare sempre e continuamente per ottenere il perdono, perchè anche io pregavo spesso me stesso di perdonare a me stesso ciò che ero io, ciò che era nella mia natura.
Nelle cantine lavorano angeli decaduti, uomini con istruzione universitaria che hanno perduto la propria battaglia, che non hanno mai condotta, e tuttavia continuano a lavorare per un'immagine più umana.
Sono terribilmente sensibili questi zingari, sono come una bella Madonna della Boemia del sud che gioca col bambino Gesù, a volte ti guardano così che il sangue si fredda, questi zingari hanno occhi, occhi così grandi e così saggi di una qualche cultura da tempo dimenticata, ho sentito dire che quando noi ancora correvamo con le asce e ci mettevamo pelli attorno ala vita gli zingari avevano uno stato e un' organizzazione che aveva già vissuto una seconda decadenza, mentre questi zingari qui sono a PRAGA solo da due generazioni e, dovunque lavoran, amano accendersi un piccolo focherello rituale, un allegro fuoco scoppiettante da nomadi, solo per il piacere, un focherello di assicelle spaccate col piccone, un focherello somigliante al riso dei bimbi, come simbolo di eternità, un fuoco che c'era prima del pensiero umano, un fochino come dono gratuito del cielo.
...e alzai il mio capo, sentivo come tremava tutto, e allora lo pregai di nuovo di perdonarmi, non sapevo che cosa mi doveva perdonare, ma questo era una cosa mia, di pregare sempre e continuamente per ottenere il perdono, perchè anche io pregavo spesso me stesso di perdonare a me stesso ciò che ero io, ciò che era nella mia natura.

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